10 errori comuni nel CV (e come correggerli)
3 min di lettura · aggiornata il 01/10/2026
In sintesi
Gli errori che fanno scartare un CV sono quasi sempre gli stessi: mansioni descritte al posto dei risultati, frasi vaghe e buzzword senza prova, nessun numero, lo stesso CV per ogni annuncio e un formato che gli ATS non leggono. Sono tutti correggibili in pochi minuti, ed è quello che vedremo.
Un recruiter dedica pochi secondi al primo sguardo su un CV. In quei secondi, alcuni errori ricorrenti bastano a farlo scartare. La buona notizia: sono quasi tutti facili da correggere.
1. Descrivere mansioni invece di risultati
'Mi sono occupato della reportistica' racconta un compito. 'Ho automatizzato la reportistica settimanale, riducendo di 6 ore il lavoro del team' racconta un impatto. Ogni bullet dovrebbe dire cosa hai ottenuto, non solo cosa facevi.
2. Frasi vaghe e non verificabili
'Buona conoscenza di Excel' non dice nulla. Specifica: pivot, Power Query, modelli di forecasting. La concretezza è credibilità.
3. Buzzword senza prova
'Team player', 'proattivo', 'orientato ai risultati': aggettivi che chiunque scrive. Sostituiscili con un esempio o un numero che dimostri la qualità.
4. Nessun numero
Percentuali, volumi, tempi, budget, dimensione del team: i numeri danno peso. Dove non li ricordi con precisione, usa una stima onesta invece di ometterli del tutto.
5. Un CV uguale per tutti
Lo stesso CV inviato a ogni annuncio abbassa il punteggio di corrispondenza con tutti: non parla la lingua di nessuna offerta in particolare. Non serve riscriverlo da capo ogni volta, bastano profilo, ordine ed enfasi adattati all'annuncio a cui ti candidi.
6. Formato non ATS-friendly
Tabelle, colonne multiple, icone, caselle di testo e foto possono rompere la lettura automatica di un ATS, che estrae il testo in disordine o lo salta del tutto. Preferisci una struttura pulita a colonna singola, con titoli di sezione standard e testo selezionabile.
7. Date e titoli incoerenti
Uniforma il formato delle date e usa titoli di ruolo comprensibili sul mercato, non solo quelli interni della tua azienda.
8. Troppo lungo
Una pagina fino a circa 10 anni di esperienza, massimo due oltre. Taglia ciò che non aiuta la candidatura.
9. Dati personali inutili o rischiosi
In Italia, a differenza di altri paesi, foto, data di nascita, stato civile e nazionalità non sono obbligatori sul CV e possono esporti a bias inconsapevoli nella selezione: valuta se toglierli, soprattutto con le grandi aziende dai processi strutturati. Diverso il caso della frase di autorizzazione al trattamento dei dati personali: per il CV inviato spontaneamente a un'azienda, dal 2018 il Codice privacy (art. 111-bis) dice che, per valutare la candidatura, il consenso non è dovuto, e l'azienda deve comunque darti l'informativa al primo contatto utile dopo l'invio. Alcuni recruiter però se l'aspettano ancora, quindi tenerla non costa nulla.
10. Nessun profilo iniziale
Le prime 3 righe sono le più lette: un profilo che dice chi sei, la tua seniority e la specializzazione allineata al ruolo aggancia il recruiter in pochi secondi.
Come correggerli in fretta
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